Nella depressione ad alto funzionamento si è in grado di funzionare nella propria vita, ma non di essere pienamente felici. L'elemento caratterizzante è la mancanza di vero piacere. Tutto sembra funzionare nella propria vita eppure sentiamo di non essere pienamente felici e manca una sensazione di vero piacere. Non riusciamo a goderci a pieno i successi, gli obiettivi raggiunti o le piccole cose (l’aroma del caffè, il profumo dei fiori, un complimento…) e lentamente si fa strada la tristezza o un angoscioso senso di vuoto.
Le persone che soffrono di questo disturbo sono soggetti che sperimentando sintomi depressivi ma riescono a mantenere un’apparente normalità nelle loro attività quotidiane (lavoro, amicizie, sport ecc…) La depressione ad alto funzionamento è differente dalla depressione classica, che in psicologia viene denominata depressione maggiore, che credo sia quella cui fai cenno quando parli dello “stare chiusa in casa”. Qui di seguito le caratteristiche principali di questi due tipi di depressione: Le persone che soffrono di depressione ad alto funzionamento convivono con un’assenza di motivazione e una mancanza di piacere di vivere, pur riuscendo a svolgere tutte le mansioni quotidiane.
Spesso per fare questo è necessario mettersi una maschera, così che nessuno si accorga del proprio malessere. Di fatto questa maschera se da un lato funge da protezione verso il mondo eterno, dall’altro non permette di chiedere aiuto a nessuno. Inoltre, costringe a non essere mai veramente se stessi. Questo può generare il desiderio progressivo di stare da soli, per evitare di reggere la farsa che "tutto vada bene”. La depressione maggiore, invece è un disturbo del tono dell’umore che è costantemente basso a prescindere dalle situazioni esterne. Genera intensi stati di tristezza e insoddisfazione, sensazioni di vuoto e irritabilità e un progressivo ritiro dal mondo e dalle attività.
La depressione ad alto funzionamento non è riconoscibile a prima vista. Ha il volto di quelle persone ligie al dovere, che fanno sport, che caricano foto sui loro profili social, che salutando tutti con un sorriso. Tuttavia, dietro questa apparente normalità si nasconde una forma di depressione che può prolungarsi per anni, manifestandosi con episodi molto gravi. L’ansia ad alto funzionamento è una forma d’ansia in cui le persone possono sembrare esternamente competenti e in controllo, mentre internamente lottano con un livello significativo di stress e preoccupazione. La depressione ad alto funzionamento consente alla persona che ne è afflitta di preservare la routine di lavoro, le frequentazioni sociali, lo studio, eventuali attività fisiche.
L’aspetto curioso della depressione ad alto funzionamento si riscontra proprio nella discrepanza tra il comportamento esteriore e il disagio interiore. Tutto questo può portare il soggetto e anche coloro che lo frequentano e conoscono a non dare peso e quindi minimizzare questa problematica considerandola semplicemente come uno stato di “tristezza passeggera”, uno carattere particolare, distress o una stanchezza mentale. I sintomi più ricorrenti nei soggetti che soffrono di depressione ad alto funzionamento sono:
Alcuni individui mostrano irritabilità e impazienza, altri sperimentano un pervasivo senso di colpa o di inadeguatezza che li porta a pretendere molto da se stessi, pur senza mai sentirsi davvero all’altezza. In questi casi, la maschera dell’“alto funzionamento”, può celare un perfezionismo estremo, un costante bisogno di conferme e la tendenza a non chiedere aiuto per timore di deludere gli altri. Può avere radici multifattoriali: eventi stressanti e\o traumatici, contesti familiari e sociali e in parte potrebbero esserci squilibri biochimici. Alcuni soggetti mantengono standard elevati nelle prestazioni come tentativo di compensare la sensazione di vuoto.
Per altri è il frutto di un ambiente esterno che non concede spazi per mostrare vulnerabilità. Riguarda spesso persone che appaiono esternamente sicure, ma che temono di apparire meno “performanti” e quindi meno accettate dagli altri. Ne derivano sensi di colpa e di vergogna che peggiorano ulteriormente il quadro depressivo. In alcuni casi i sintomi migliorano in situazioni di maggiore pressione, poiché la sfida esterna tende a distrarre la mente dai pensieri negativi. Si tratta tuttavia di un miglioramento solo apparente e temporaneo, che talvolta sfocia in una sensazione di crollo totale quando la tensione si abbassa. L’impegno totale in un progetto distoglie l’attenzione dalle emozioni dolorose, ma non ne risolve la causa profonda.
Un trattamento efficace lo fornisce l’approccio di tipo cognitivo-comportamentale o psicodinamico. Solo in alcuni casi la farmacoterapia. Fondamentale che ’intervento tenga conto della particolare tendenza di queste persone a minimizzare la propria sofferenza e ad apparire funzionali. E’ necessario dedicare uno spazio specifico all’esplorazione delle dinamiche perfezionistiche e di autosvalutazione che generano e alimentano il disagio.
CURIOSITA’: Molte delle qualità che rendono le persone più suscettibili allo sviluppo di malattie mentali sono le stesse che le rendono leader nel loro campo. Le persone inclini alla depressione hanno maggiori probabilità di essere molto precise, empatiche A volte, quello che realmente ci fa star male è il modo in cui leggiamo e interpretiamo noi stessi, gli eventi, le situazioni, piuttosto che quello che realmente ci accade. Magari si può avere paura di fallire, si è troppo richiedenti verso se stessi, si è troppo autocritici… Ci hai mai pensato?